Mese: <span>Aprile 2022</span>

“Posso amare anche se …”

“La propensione ad esperire l’angoscia per la separazione e il dolore per la perdita sono i risultati ineluttabili di una relazione d’amore, del fatto di voler bene a qualcuno (Bowlby, 1973)”
Cito spesso Bowlby nei miei articoli perchè nella attività clinica è sempre più chiaro come si possano rileggere insieme al paziente storie critiche di vita, partendo dalla storia di attaccamento.

I primi studi sulla separazione di Bowlby e dei suoi collaboratori comprendevano descrizioni sistematiche delle relazioni psicologiche alla separazione e perdita nei bambini e negli adulti (Bowlby et al.; 1952; Parkes 1964). Bowlby da questa osservazione individuò due principali fattori: la separazione e la rabbia. Abbiamo visto, in un articolo precedente, che la strategia insicura- ambivalente comporta l’aggrapparsi all’agente delle cure materne spesso con una sottomissione eccessiva o a volte con l’adozione di un inversione di ruolo nella quale ci si cura dell’agente delle cure materne invece che viceversa; quest’ultima modalità consente comunque una vicinanza alla figura di attaccamento anche se avviene con una modalità “non corretta”.

I sentimenti di rabbia in questo stile di attaccamento sono soggetti in massimo grado all’esclusione difensiva, questo implica che i modelli non possono essere aggiornati alla luce di nuove esperienze rinforzando lo stile relazionale; mancano quindi opportunità per l’elaborazione emotiva di affetti dolorosi.

L’esclusione difensiva o “barriera della comunicazione”, porta il bambino a costruire un falso sé, se questa modalità avviene occasionalmente per esempio per distogliere l’attenzione da vissuti dolorosi può avere una funzione protettiva per l’individuo che “si distrae” da contenuti dolorosi, mentre se diventano fissi e rigidi portano al costituirsi di legami affettivi disfunzionali in cui non solo con il genitore ma anche nelle prossime relazioni future il soggetto diventa incapace di esprimere un equilibrato sentimento affettivo.

E’ attraverso i modelli operativi interni che i pattern di attaccamento dell’infanzia sono stati trasposti nella vita adulta e poi vengono trasmessi alla nuova generazione. Così come la relazione madre-bambino non può essere intesa come basata sull’alimentazione, così i legami di coppia adulti non possono essere spiegati dalla sessualità. Il sesso senza attaccamento e il matrimonio senza sesso sono entrambi fenomeni così comuni da suggerire che il sistema di attaccamento e il comportamento sessuale siano entità psicologicamente separabili. Lo scopo del matrimonio è quello di fornire una base sicura e un sistema di attaccamento che può essere riattivato in tempi di bisogno.

La prima relazione di attaccamento ha innegabilmente influenze sulle relazioni successive ma non si può concludere con altrettanto certezza che tali relazioni abbiano la stessa natura; entrano infatti in gioco scopi diversi come la sessualità, la cooperazione, l’appartenenza e il raggiungimento degli obiettivi.Nella vita adulta le persone con uno stile relazionale insicuro-ambivalente sono trascinate dal vortice della passione pensando sempre di aver trovato la persona giusta attraverso un idealizzazione continua.

Cosa accade a figli insicuri che diventano a loro volta genitori? Il bambino insicuro – ambivalente presenta una spiccata compiacenza verso l’altro tenendo conto che dalla costanza della madre deriva il senso della nostra storia personale, l’affidabilità della risposta della madre al bambino diventa il nucleo della competenza autobiografica; la capacità di autoriflessione e la possibilità di concepire se stessi e gli altri come persona che hanno una mente sono alla base di relazione sane ed efficaci.

Heinz Kohut (1977) ha basato la sua psicologia del sé descrivendo i “bisogni di oggetto sé” che continuano nell’infanzia attraverso tutta la vita e comprendono il bisogno dell’individuo di risposte empatiche da parte dei genitori, degli amici, degli amanti e dei coniugi (e dei terapeuti). La capacità di dare e ricevere risposte empatiche dall’ambiente e dagli altri porta all’esistenza di una persona una senso di vitalità e di significato, di sicurezza e di autostima;  la mancanza di esso porta a vissuti narcisistici della personalità caratterizzati dalla ricerca disperata di oggetti di sé. Quando questi oggetti di sé (altri significativi) si dimostreranno inadeguati, come è inevitabile  che sia (perchè tutti siamo inadeguati!), la persona risponderà con “rabbia narcisistica” e con la delusione. con le quali in assenza di un “oggetto sé” , non possono essere trattate in modo riproduttivo.Così il più delle volte si rimane incastrati in relazioni dolorose e/o in un ritiro sociale importante.


Astienti ancora un poco dalla felicità,e seguita a respirare dolorosamente in questo mondo crudele,non fosse altro che per raccontare la mia storia
W. Shakespare, Amleto, Atto V, Scena II.

Bibliografia:Bowlby, J. (1957): Cure materne e igiene mentale del fanciullo, Giunti Barbera, Firenze.
Bowlby, J. (1976): Attaccamento e perdita, Vol. 1: L’attaccamento alla madre, Boringhieri, Torino.
Bowlby, J. (1978): Attaccamento e perdita, Vol. 2: La separazione dalla madre, Boringhieri, 
Torino.
Bowlby, J. (1982): Costruzione e rottura dei legami affettivi, Raffaello Cortina Editore, Milano.
Bowlby, J. (1983): Attaccamento e perdita, Vol. 3: La perdita della madre, Boringhieri, Torino. 
Bowlby, J. (1989):Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento, Raffaello 
Cortina Editore, Milano.

Kohut H. (1950-78 [1978]). The Search for the Self. Selected Writings of Heinz Kohut: 1950-1978. Volumes 1 & 2 (P.H. Ornstein, editor). New York: Int. Univ. Press, 1978 (trad. it. di una scelta di scritti: La ricerca del Sé. Torino: Boringhieri, 1982).

Kohut H. (1966). Forms and transformations of narcissism. In: Kohut, 1950-78 [1978], pp. 427-460 (trad. it.: Forme e trasformazioni del narcisismo. In: Kohut, 1950-78 [1982], pp. 82-110).

Kohut H. (1974-75 [1996]). The Chicago Institute Lectures (P. Tolpin & M. Tolpin, editors). Hillsdale, NJ: Analytic Press, 1996 (trad. it.: Lezioni di tecnica psicoanalitica. Le conferenze dell’Istituto di Chicago. Roma: Astrolabio, 1997).

Kohut H. (1959-81 [2003]). Introspezione ed empatia. Raccolta di scritti (1959-1981). Torino: Bollati Boringhieri, 2003.

Kohut H. (1971). The Analysis of the Self. New York: Int. Univ. Press (trad. it.: Narcisismo e analisi del Sé. Torino: Boringhieri, 1976).

Kohut H. (1974 [1987]). The Kohut Seminars on Self Psychology and Psychotherapy with Adolescents and Young Adults (M. Elson, editor). New York: Norton, 1987 (trad. it.: Seminari. Teoria e clinica della psicopatologia giovanile. Roma: Astrolabio, 1989).

Kohut H. (1977). The Restoration of the Self. New York: Int. Univ. Press (trad. it.: La guarigione del Sé. Torino: Boringhieri, 1980).

Kohut H. (1978-81 [1988]). The Search for the Self. Selected Writings of Heinz Kohut: 1978-1981. Volumes 3 & 4 (P.H. Ornstein, editor). New York: Int. Univ. Press, 1988.

Kohut H. (1979). The two analyses of Mr. Z. Int. J. Psychoanal., 60: 3-27 (trad. it. in: Le due analisi del Sig. Z. Roma: Astrolabio, 1989).

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Kohut H. (1985). Self Psychology and the Humanities: Reflections on a New Psychoanalytic Approach (C.B. Strozier, editor). New York: Norton (trad. it.: Potere, coraggio e narcisismo. Psicologia e scienze umane. Roma: Astrolabio, 1986).